Cosa sono i Parchi Naturali ?

L’articolo 9 della costituzione recita: “La Repubblica tutela il paesaggio, regolamenta, con apposite leggi, la conserva del patrimonio ambientale”. Lo Stato ha istituito dei Parchi naturali, ossia dei territori molto estesi per conservare, ai fini scientifici e culturali, la natura in tutte le sue forme. Il primo parco naturale del mondo fu creato negli Stati Uniti nel 1872 a Yellowstone. In Italia, nel 1921, avendo rilevato la prossima estinzione dello stambecco, i Savoia ne dichiararono la protezione ufficiale nelle riserve di caccia del Gran Paradiso. Tuttavia, il primo Parco Nazionale italiano, il Parco del Gran Paradiso, fu creato nel 1922 con il fine di proteggere la flora e la fauna alpina. L’anno successivo fu creato il Parco Nazionale d’Abruzzo; nel 1934 quello del Circeo, nel 1935 il Parco dello Stelvio, sulle Alpi Centrali, nel 1968 il Parco della Calabria e altri se ne sono aggiunti tra gli anni ’70 e ’80.

I Parchi Nazionali d’Italia sono aree naturali protette terrestri, marine, fluviali o lacustri che contengono uno o più ecosistemi intatti (o solo parzialmente alterati da interventi antropici) e/o una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche d’interesse nazionale od internazionale per valori naturalistici, scientifici, culturali, estetici, educativi o ricreativi tali, da giustificare l’intervento dello Stato per la loro conservazione.

Attualmente iscritti nell’ Elenco Ufficiale delle Aree Protette (EUAP) sono ventiquattro, e complessivamente coprono una superficie di oltre 1.500.000 ettari (15.000 km 2), che corrispondono a circa il 5% del territorio nazionale. Le Aree protette sono 30 ; le riserve statali sono 147; i Parchi Regionali sono 152; le riserve regionali sono invece 365 mentre le aree protette regionali sono 171.

Il Parco Regionale del Partenio

Il Parco Regionale del Partenio istituito nel 2002, occupa una superficie di 14.870,24 ettari e comprende 22 Comuni, variamente distribuiti sull’ambito territoriale, sia nella parte appenninica del Partenio, che nelle valli adiacenti, Valle Caudina, Valle Del Sabato e Vallo di Lauro-Baianese. I centri urbani, in prevalenza appartenenti alle province di Avellino e di Benevento, sono dislocati sopratutto nella fascia pedemontana e le strade che li collegano formano un circuito che circonda l’intero complesso montuoso del Partenio. La catena del Partenio, lunga 30 chilometri, si colloca tra il Monte Taburno, a nord-ovest, ed il complesso dei Monti Picentini a sud-est. Il sistema montuoso può considerarsi costituito da almeno tre dorsali di diverse dimensioni, allungate tutte da est a ovest e separate da profondi valloni, con corsi d’acqua a regime torrentizio. Le cime maggiori sono Montevergine (1480 metri), Monte Avella (1598 metri) e Monte Ciesco Alto (1357 metri). Il Bacino imbrifero maggiore è quello del Fiume Calore, che percorre l’area Nord del Partenio. Il territorio è comunque percorso da una rete di piccoli torrenti a sviluppo limitato. Il rio Vergine confluisce presso Avellino nel rio Fenestrelle, affluente del Fiume Sabato. Di notevole interesse le varie grotte presenti sul territorio. Ingente è anche la presenza di fossili ritrovati sul territorio. Il suolo del Partenio è formato per buona parte da materiali piroclastici, da materiali, cioè, di origine vulcanica, provenienti dal vicino complesso vulcanico del Somma-Vesuvio. Si tratta di suoli particolarmente fertili. Dal punto di vista climatico il Parco presenta un profilo altamente variabile, dovuto alla vicinanza del mare. In quota la piovosità registrata è una delle più alte del territorio nazionale. Le temperature oscillano tra i 26 e i 17 gradi centigradi, a seconda dell’altitudine, nel mese di luglio (il mese più caldo), mentre la temperatura media di gennaio (il mese più freddo) è di 0°, con oscillazioni in negativo che dipendono dall’altitudine. La neve fa la sua comparsa, anche copiosa, nei mesi invernali, nelle zone in quota. I venti dominanti, infine, sono quelli che spirano da NE, seguiti da quelli che spirano da SW, tirrenici e quindi apportatori di precipitazioni.


Geomorfologia

I Monti del Partenio fanno parte del versante Campano dell’Appennino Meridionale e si estendono lungo un monoclinale che da San Felice a Cancello si prolunga fino a Mercogliano. L’area del Parco Partenio si trova nell’unità idrogeologica dei Monti D’Avella-Montevergine- Pizzo di Alvano, compresa tra la Valle Caudina e di Maddaloni a Nord, la Piana di Nola e Salerno ad Ovest, la Valle del Torrente Solofrana a Sud. Ad Est l’area, per un versante, è compresa tra la Valle del Fiume Sabato e, per l’altro, si affaccia sull’Alta Irpinia. Il Bacino imbrifero maggiore è quello del Fiume Calore, che percorre l’area a Nord del Partenio. Il territorio è comunque, percorso da una rete di piccoli torrenti a sviluppo limitato. La maggior parte dei piccoli corsi d’acqua, originati da sorgenti montane, presenta percorsi sotterranei, data la natura calcarea del terreno. La struttura fondamentale del territorio è, infatti, la roccia calcarea che, però, non ha influenzato, se non minimamente, la composizione del suolo, che rimane formata da materiale piroclastico. Naturalmente la composizione del suolo è andata differenziandosi negli anni, per cui oggi ci troviamo di fronte a quattro principali gruppi. Il maggiore è composto dai materiali vulcanici. Questi terreni hanno una ottima fertilità e coprono circa il 70% del Partenio. Vi sono, poi, i suoli che, grazie agli agenti atmosferici, si sono depositati nelle zone montane pianeggianti, le Valli, che presentano struttura più piccola ed argillosa rispetto a quelli piroclastici. Seguono i suoli costituiti da argille che hanno poca fertilità. Infine troviamo i suoli a struttura calcarea e mista, soprattutto nella fascia a sud del territorio. E’ proprio la diversa morfologia che ha consentito, negli anni lo sviluppo di boschi, la presenza di una flora e fauna diversificate, di terreni fertili e di paesaggi suggestivi. Il Partenio è diversamente interessato anche da fenomeni carsici e fossiliferi. Dove il suolo è formato da roccia calcarea , l’erosione delle acque, nei secoli, ha prodotto strutture del tutto suggestive. Famose sono le Grotte di Camerelle, degli Sportiglioni, di San Michele Arcangelo sul lato sud del Partenio, e La Grotta di Mattiuccio e Grotta Candida sul lato nord. Il Torrente Caudino ed il Clanio, poi, creano forre e sbalzi d’acqua come le Cascatelle e la cascata di Acquapendente. Dal punto di vista geologico, ma anche scientifico, non vanno sottovalutati i fenomeni fossiliferi del Partenio. In varie parti del territorio, in presenza di rocce calcaree, è facile rinvenire Stromatoliti, Migliolidi, Nerinee, Diceratidi, Spiroline, Brachiopodi, Radiolari, Rudistacee. Esistono zone, spesso lungo i corsi d’acqua, in cui è possibile rinvenire Fossili di Gasteropodi e Lamellibranchi come Murex, Brandaris, Deodora italica, Cardium, Pecten, Chlamis.

Riserve e Parchi in Campania


PARCHI NAZIONALI

  • Vesuvio
  • Cilento e Vallo di Diano

PARCHI REGIONALI

  • Taburno Camposauro
  • Monte Partenio
  • Roccamonfina foce del Garigliano
  • Matese
  • Monti Picentini
  • Monte Lattari
  • Campi Flegrei
  • Fiume Sarno

RISERVE NATURALI STATALI

  • Licola Castel Volturno
  • Crateri degli Astroni
  • Zirone Alto Vesuvio
  • Valle delle Ferrie
  • Isola di Vivara

RISERVE NATURALI REGIONALI

  • Foce Sele Tanagro
  • Monti Eremita Marzano
  • Lago di Falciano
  • Foce Volturno Cota di Licola

AREE MARINE PROTETTE

  • Punta Campanella
  • Parco Sommerso di Baia
  • Parco Sommerso della Gaiola
  • Costa degli Infreschi e della Masseta, Marina di Camerota
  • Santa Maria di Castellabate

ALTRO

  • 22 OASI
  • 12 SIC (Siti di Importanza Comunitaria)
  • 8 ZPS (Zone di Protezione Speciale)

La Natura

Il Partenio è caratterizzato dalla pressoché totale copertura boschiva: un mantello ininterrotto, costituito da castagneti, e faggeti ricopre tutte le aree montane, ed è ancora alta la biodiversità faunistica. Quest’area è una vera e propria isola biogeografica, un prezioso polmone di verde e di natura, per il benessere e la gioia dei numerosi abitanti di tutta la regione.

La Fauna

I Rettili

Numerose anche le specie di rettili, la più appariscente delle quali è il Ramarro, dalla tipica colorazione verde brillante. Altrettanto facili da osservare sono i Gechi, di colore grigio, che vivono in genere sulle pareti esterne e assolate degli edifici. Più difficili da osservare, ma molto interessanti, la Luscengola e l’Orbetello, due sauri che hanno evoluto un comportamento strisciante atrofizzando, o rinunciando del tutto agli arti. I serpenti sono presenti nel Parco con diverse specie, di cui una sola, la Vipera, potenzialmente pericolosa per l’uomo. La specie più comune è il Biacco, un lungo serpente nero, completamente innocuo. Altrettanto belli e lunghi il Cervone, caratterizzato dalla presenza di quattro strisce nere longitudinali e il Saettone, il serpente che compare nella simbologia della farmacologia e che viene anche detto “Colubro di Esculapio”.

Gli Uccelli

La classe dei vertebrati, che conta il maggior numero di specie, è quella degli uccelli. La pratica dell’avvistamento degli uccelli, o “Bird-watching”, si va diffondendo sempre più nel nostro paese. Nel Parco Regionale del Partenio nidificano più di 70 specie, distribuite nei vari ambienti. Al quanto comuni e ben distribuiti sull’intero territorio del Parco, sono il Merlo, la Cinciallegra, il Fringuello, il Verdone, il Cardellino, lo Scricciolo, la Gazza, la Cornacchia grigia, la Civetta. Passera d’Italia, Taccola, Rondone e Balestruccio, sono tipiche degli ambienti urbani. Sparviere, Colombaccio, Allocco, Cuculo, Picchio rosso maggiore, Picchio verde, Cinciarella, Picchio muratore, Pettirosso, Capinera, Luì piccolo, Rampichino e Ghiandaia, sono comuni negli ambienti forestali. Gheppio, Barbagianni, Upupa, Averla piccola, Passera mattugia, Verzellino, Zigolo nero preferiscono, invece, le aree agricole.Gli ambienti rupestri e i prati pascoli di quota sono sorvolati da Poiana, Corvo imperiale, Allodola, Codirosso spazzacamino, Rondoni e Pellegrino. Quest’ultimo è un falco particolarmente interessante perché dotato di una velocità straordinaria che utilizza per catturare, in picchiata, le prede.

I Mammiferi

Rispetto agli uccelli, i mammiferi sono molto più difficili da osservare, sia perché molto schivi nelle loro abitudini, sia perché conducono vita notturna. La loro presenza è segnalata il più delle volte, dal rinvenimento di tracce e altri segni di presenza: orme, resti alimentari, tane, ecc.
Notevole, infine, la presenza del Lupo, che però utilizza il territorio del Partenio solo per spostamenti erratici, non potendo disporre di una sufficiente quantità di prede. L’unica che potrebbe soddisfare questa esigenza è il Cinghiale, presente in seguito a introduzione operate nel passato a fine venatorio. Nel parco si stima la presenza di oltre una trentina di specie: vari micromammiferi insettivori, le Talpe, il Riccio, alcuni pipistrelli, la Volpe, la Faina, la Donnola e il Tasso.

Siti di Interesse

La nostra è una terra antica, scenario di importanti eventi storici. Le rovine dei castelli disseminati in tutto il territorio sono testimonianza di un passato glorioso. Il Partenio è un luogo in cui si intrecciano e si fondono elementi culturali, artistici e folcloristici di assoluta eccellenza, ma anche luogo ricco di preghiera e tradizioni religiose, come testimoniano i tanti luoghi di culto...