Castello del Litto - Quadrelle

Il castello di Quadrelle, fu costruito, in epoca normanna, sulle alture del Monte Litto. La posizione strategica è posta a dominare la sottostante Valle del Gaudo e la strada che dalla Piana Nolana raggiunge Avellino e l’Irpinia. Dell’antica fortificazione, restano attualmente solo alcuni ruderi semisepolti nella vegetazione. Da un’analisi delle murature conservate si può ipotizzare che la struttura fortificata si articolasse in tre aree distinte e cinte da mura che si conformavano all’andamento della sommità della collina, formando un arco. All’interno della prima area murata, posizionata sulla sommità della collina, domina il Masti o, poggiato sul banco di roccia, che presenta una base a pianta quadrangolare. I muri della torre sono costruiti con pietre di calcare locale, costituite da bozze di piccole e media grandezza. Sul lato sud, in prossimità della scarpata, il muro originario presenta vari rifacimenti e foderature. La stratificazione di queste murature testimonia almeno due diverse fasi costruttive della torre. Sul lato nord della torre, delimitato da un muro molto scosceso, vi sono i resti di una cisterna con gli angoli arrotondati . Sul lato est, un tratto di muro intonacato fa supporre la presenza di una seconda cisterna. Dall’angolo sud-ovest della torre si diparte un muro che racchiude un’area ad andamento rettangolare. Nonostante gli scoscendimenti ed i crolli, è rilevabile anche il tratto nord del muro, che coincide con l’andamento del banco roccioso. La seconda cinta muraria ha un andamento parallelo alla precedente e racchiude un’area quasi pianeggiante. Nella parte nord, poco lontana dal masti o, si trova una piccola cisterna circolare. Della seconda cinta muraria si conserva un ampio tratto dell’angolo sud-est, costituito da un muro rettilineo. La terza cinta muraria, infine, si sviluppa su un’area con andamento irregolare. Sul lato sud della collina, il muro perimetrale si adatta alla configurazione del terreno ed in prossimità dei banchi di roccia più pronunciati sembrerebbe presentare delle strutture più complesse a forma di torrette. La propaggine ovest di questa cinta muraria è caratterizzata da un banco di roccia quasi pianeggiante, e che costituisce un forte strapiombo, in parte foderato da murature in pietra. Il lato nord della terza cinta muraria si ricollega direttamente al vertice ovest della seconda cinta, seguendo il banco di roccia. Le prime attestazioni storiche dell’originario borgo si hanno nel 1297 quando il casale venne concesso come subfeudo da Carlo II d’Angiò a Tommaso Scillato, nobile salernitano e Gran Razionale della Magna Curia. Nel 1597 il centro fu acquistato dalla Reale casa dell’Annunziata di Napoli, la cui proprietà rimase fino al XVIII secolo.