Castello del Matinale - San Felice a Cancello

Il castello di Matinale, o castello di Rudovaco, sorge sul “Mons Cancelli”, l’elevazione che domina l’entrata della Valle di Suessola. La costruzione del castello di Matinale viene attribuita a Tommaso II d’Aquino, conte di Acerra, in occasione delle sue nozze, poco prima del 1247, con Margherita di Svevia, figlia illegittima dell’Imperatore Federico II. La dote della sposa comprendeva il feudo di Suessola e l’annesso casale di Cancello. Secondo le fonti storiche il castello fu costruito, intorno all’839, dal re longobardo Rudovaco. A questi sarebbe succeduto il conte di Acerra, Cullezio, che nel tentati vo di costruire un percorso sotterraneo, per unire il proprio castello di Acerra al casale di Cancello, provocò la rovina dell’ala occidentale della fortezza. Il castello fu ripristinato dal normanno Ramperto che ne ordinò, poco dopo, la distruzione. Nel XII secolo, i conti Mattaloni ne ordinarono ex novo la ricostruzione. Nel 1799, durante il periodo napoleonico, il generale francese Jean Eti enne Championnet, sfruttandone la posizione strategica, vi stabilì il proprio quartier generale; in seguito divenne covo di briganti . Fu donato agli inizi del Novecento dalla famiglia D’Aquino, principi di Caramanico, al barone Giovanni Barracco. Durante la seconda guerra mondiale ospitò nel 1943 il comando alleato. Il castello si presenta con una pianta perfettamente regolare, costruita sul doppio quadrato disegnato dal corti le interno e dalla cinta alla quale rispondono le quattro torri angolari. L’impianto a struttura quadrangolare ricorda l’architettura dei castelli Normanno-Svevi di Bari e Trani, in Puglia. Il portale di accesso principale si apre sul lato sud-ovest, presso una delle torri, e presenta un doppio archivolto in blocchi di calcare bianco, con il canale di scorrimento per la saracinesca di chiusura, e una mostra esterna a bugnato liscio con profilo superiore a punta di lancia. Una quinta torre è sistemata nei pressi della postierla che si apre sul lato nord. Il livello inferiore del braccio sudorientale era frazionato in diversi ambienti , tra cui un vano di passaggio affiancato ad un locale rettilineo. L’androne d’ingresso aveva una pianta a rettangolo allungato.