Castello di Arienzo

Il Castello di Arienzo “Castem Vetus” che domina il Mons Argentium, detto oggi Monte Castello, risale al VII secolo e fu edificato dai Longobardi per difendere dapprima il Ducato e poi il Principato di Benevento. Per la posizione strategica, il castello costituiva un posto di vedetta su tutta la valle sottostante. Dal 879/882, la Città di Suessola furazziata e distrutta dai Saraceni (popolo di origine araba e berbera che, provenienti dall’Africa settentrionale, nel IX e X secolo occuparono la Spagna, la Sicilia e altre regioni europee affacciate sul Mediterraneo; in Campania, terrorizzarono per lungo tempo le popolazioni rivierasche e quelle dell’interno). Dopo la distruzione della città, in seguito ad un incendio, parte dei Suessolani si rifugiarono sul monte Argentarium, dove c’era un castello. Nel 1135 Re Ruggero II D’Altavilla, detto il Normanno, ne chiese l’abbattimento. Quest’ultimo dovendo partire per la Sicilia temeva che in sua assenza i soldati di Rainulfo potessero insediarsi nella fortezza e controllare dall’alto il vasto territorio. Il suo ordine fu eseguito solo in parte e in seguito il castello fu riedificato dal figlio Guglielmo. Dal 1135, dopo la distruzione del Castello di Arienzo, gli abitanti scesero a valle dove costruirono il Nuovo Castello di Arienzo, detto “la Terra Murata”. Sulle cime più alte dei monti circostanti vennero edificati i castelli di Arpaia, Cancello, Maddaloni, Casertavecchia. I castelli erano dotati di pozzi, di stalle, di depositi di viveri, di depositi di armi e munizioni, di abitazioni dei soldati e degli artigiani, e infine, disponevano di uscite segrete, cunicoli o gallerie che raggiungevano dei rifugi nascosti più lontano o in aperta campagna.