Castello di Mercogliano

Il nome Mercogliano sembra derivare da Mercurianum. Sebbene si possa presumere una parentela semantica con il nome del dio del commercio, è molto più plausibile che esso sia stato imposto ad un << praedium >> in cui sorgeva il tempio del dio Mercurio. L’esistenza di un centro abitato è anteriore all’anno mille. Dalle numerose tracce archeologiche e dalle iscrizioni, databili nel IV secolo, è possibile rintracciare la presenza di insediamenti romani, riconducibili alla colonia romana di Abellinum. La fondazione di Mercogliano viene fatta risalire agli ultimi decenni del VI secolo, in concomitanza della calata dei Longobardi nel sud Italia. In un documento del 982 Mercurianum viene citato per la prima volta quale casale di Abellinum. Un secolo più tardi, sotto il dominio normanno, Mercogliano passa dalla condizione di <> a <>, ovvero viene riconosciuto come feudo indipendente. Nel 1136, Signore del borgo, in cui era già presente un piccolo fortilizio, era un certo Enrico di Sarno, sub feudatario del conte di Avellino Rainulfo. Nel 1137, sotto Ruggiero II, che assediò Mercogliano occupandone il castello, inizia la dominazione normanna. A quel tempo Ruggiero II fece rinchiudere nel castello Matilde, la moglie del conte Rainulfo. Risale a questo periodo l’ampliamento dell’antico “Castello di Mercogliano”, posto a dominio del paese, con lo scopo di difendere ed impedire il passaggio sul versante occidentale, per raggiungere Mugnano e Quadrelle. Attualmente, di quell’ imponente complesso è possibile ammirare solo i ruderi. La sua struttura – a pianta irregolare – presenta una cinta muraria ed il cammino di ronda che si affacciano sul borgo sottostante. Edificato nella seconda metà dell’XI secolo, tra il 1077 e il 1099, su committenza nobiliare longobarda, il Castello è stato teatro di numerose battaglie durante il periodo della dominazione Sveva, Angioina ed Aragonese. Il Maniero venne distrutto dal tremendo terremoto del 1140, come attesta Falcone Beneventano nel suo “Chronicon”. Successivamente, uno spaventoso incendio nel 1656 ed il sisma del 1732 arrecarono gravissimi danni al complesso architettonico. Nella seconda metà del XVIII secolo poi, il Castello venne demolito per ricavarne materiale desti nato alla costruzione di nuovi edifici privati . La definiti va distruzione dell’antico fortilizio, ormai non più adatto alla protezione del borgo avvenne ad opera delle truppe francesi, nel 1799, dopo che gli abitanti di Mercogliano, inutilmente rifugiati si tra le mura del masti o, furono barbaramente fucilati . Recenti restauri effettuati dalla Sovrintendenza hanno riportato alla luce una delle cinque porte delle mura che un tempo circondavano il borgo. Si tratta della “Porta dei Santi ” che, nella parte superiore, mostra un affresco raffigurante S. Modesti no, S. Fiorenti no e S. Flaviano.