COMUNE DI MONTEFORTE IRPINO

Monteforte

Comune della provincia di Avellino, sorge a 502 metri s.l.m. alle pendici del monte Pizzone. Il nome del comune deriva dal latino “mons fortis”, che vuol dire “posto in alto e difesa solidamente”. La prima notizia sul borgo è contenuta in un atto notarile di vendita risalente all’891, ove si parla già del castello eretto sulla collina di San Martino dal primo nucleo abitativo in fuga dai barbari e presidiato all’epoca dai longobardi. Come gli altri comuni irpini fu occupato dai normanni e nel corso degli anni appartenne ai Carbone (1100), ai Francisio (1172), agli Honemburg (1247), ai Montfort (1256) e infine agli Orsini (1290). La famiglia Orsini fu a capo del feudo fino al 1528, quando passò al nobile Alfonso della Rosa, che poi lo vendette a Sigismondo de Loffredo (1533), alla cui casata rimase in possesso fino all’abolizione del feudalesimo (1806). Nel 1799 i francesi vi fissarono un distaccamento e da qui mossero all’attacco di Mercogliano e di Avellino. I moti antiborbonici del 1820-21 videro la partecipazione attiva di molti cittadini di Monteforte; il paese diventò, infatti, la roccaforte dei patrioti Morelli e Silvati, che da qui puntarono su Napoli. Fra il 1862 e il 1865, dopo l’unità d’Italia, il paese subì le tristi conseguenze del brigantaggio. Luogo preferito dai briganti era la località Gaudi, nelle vicinanze della monumentale fontana borbonica, lungo la statale 7 bis. In questo punto, dove la strada -delimitata da un burrone e da un ripido fianco del monte- diventa ripidissima, i briganti tendevano agguati ai passanti, che dal napoletano andavano verso la Puglia.