COMUNE DI PAOLISI

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Paolisi, un tempo chiamato “Paolise”, è posto su una deviazione della SS. Appia. Il paese è ameno e sorge alle falde della catena montuosa del Partenio. È ricco di castagneti che chiudono la Valle Caudina. È privo di un grande orizzonte e non è visibile dagli altri Comuni che lo circondano, poiché i monti che lo attorniano sono ricchi di alti e folti alberi. Confina con Arpaia, Airola e Rotondi e con Avella e Roccarainola nella parte montana, ed è situato quasi al centro della Valle Caudina: dista, infatti, circa 25 Km sia da Caserta che da Benevento. Sorge quasi a 270 metri s.l.m.. i prodotti agricoli di cui può vantarsi sono i cereali e la frutta, l’uva asprina, da cui si ricava un ottimo vino. Paolisi, nelle sue vicende storiche, seguì sempre le sorti feudali di Arpaia. Il territorio di Paolisi è adiacente al sito storico delle Forche Caudine; il sito in cui gli antichi romani furono sconfitti da popolo sannita. Dopo aver teso un’imboscata all’esercito imperiale nella gola di Forchia-Arpaia, i sanniti costrinsero i romani alla resa e, per schernirli, gli obbligarono a inchinarsi facendoli passare sotto una forca. Il territorio è molto fertile, ma la vera ricchezza sono i boschi di castagni. L’estensione dell’intero comune è poca. Gloria e vanto di Paolisi fu Francesco Bove, ottimo avvocato del foro di Napoli. Venne eletto deputato al Parlamento italiano nel 1865 e fu riconfermato fino al 1876. Grande scalpore nella Valle Caudina suscitò l’arrivo della corrente elettrica. Un figlio di Paolisi, l’Ing. Carlo Petrella, dopo essersi laureato a Liegi, spronato dai suoi famigliari e desideroso di mettere in atto le sua capacità, dopo Cervinara portò la luce elettrica anche a Paolisi. Un avvenimento che inorgoglì i paolisani in tempi recenti, fu la visita a Paolisi, il 21 dicembre 1991, del Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga. Prima di lui, solo altri due precedenti storici: avevano visitato il Sannio Einaudi e Saragat..