COMUNE DI SIRIGNANO

Sirignano

Sorge ai piedi del monte Campimma, in prossimità della confluenza dell’antico Clanio con il torrente Acqualonga e si sviluppa a 270m. s.l.m. In epoca romana il territorio di Sirignano era occupato da un latifondo con annessa villa rustica, che dal nome del proprietario Serenius, si chiamò fundus Serenianus, toponimo dal quale, per corruzione fonetica, è poi derivato il termine Sirignano. Nel 1614 il casale di Sirignano ottenne una prima forma di autonomia stipulando una convenzione con l’università (cioè il Comune) di Avella, in base alla quale i Sirignanesi cominciarono ad eleggere sempre da sé i propri amministratori. In età moderna il feudo sirignanese dai Fellecchia , passò “per matrimonio” prima agli Albertini di Cimitile e poi ai Caracciolo della Gioiosa che, dalla seconda metà del ‘600, ne detennero la proprietà per circa due secoli. Con l’avvento dei Napoleonidi sul trono di Napoli e col seguente riordinamento amministrativo, Sirignano nel 1806 troncò definitivamente il residuo legame con Avella e divenne comune autonomo, compreso nella provincia di Terra di Lavoro (l’attuale provincia di Caserta). Dopo l’unità d’Italia il comune di Sirignano – con tutti i comuni del Bainese e del Vallo di Lauro- fu staccato dalla provincia di Terra di Lavoro e fu aggregato alla provincia di Principato Ultra, corrispondente dall’attuale provincia di Avellino. In quel periodo Sirignano fu inoltre travagliato dal brigantaggio postunitario , con una serie di violenze e di gravi fatti di sangue. Dopo i Caracciolo della Gioiosa, i beni dell’ex feudo di Sirignano passarono ad altri proprietari (fra i quali va ricordato Gaetano di Grazia che fu anche sindaco di Sirignano dal 1864al 1869 ), fino a quando nel 1884, fu acquistato da Giuseppe Caravita , principe di Sirignano ,il quale ricostrui l’antico palazzo feudale , facendone uno splendido centro di ritrovo per nobili e artisti , fra i quali vanno ricordati Salvatore di Giacomo , Enrico Caruso ed Eduardo Dalbono.