Convento Francescano della S.S. Annunziata

Il convento è situato al centro dell’abitato e, al tempo della sua fondazione, segnava il limite tra il Casale Piazza e quello di San Pietro. Fu costruito per interessamento di un frate avellano, il P. Girolamo Guerriero, che lo intitolò alla vergine degli Angeli. Il suolo fu offerto da Carlo Spinelli duca di Seminara, che lo aveva comprato da Mons. Antonio Scarampi, Vescovo di Nola, cui apparteneva come si evince dall’atto notarile del Notaio Marino Bruno di Avella. La costruzione della chiesa iniziò il 1580 e fu portata a termine nel 1589, come appare dall’iscrizione posta sulla facciata d’ingresso; la fabbrica del convento, invece, fu ultimata, anche se in maniera incompleta, nel 1598, essendo principe di Avella Don Ottaviano Cattaneo, e fu assegnato alla Provincia Osservante di Terra di Lavoro. Il chiostro, uno dei più belli che si possono ammirare delle nostre parti, sorretto da snelle colonne di pietra viva, che una molto dubbia tradizione locale vuole provenienti dal vicino anfiteatro (Quasi certamente, invece, sono di provenienza dell’anfiteatro le due colonne centrali del portico della chiesa), fu, tutt’intorno, istoriato dell’avellano Ardelio Buongiovanni con scene raffiguranti le tappe fondamentali del poverello d’Assisi. I lavori iniziarono nel 1616, sostenendo le spese il signor Palmiero Maietta, e furono portati a termine nel 1641. Al centro di questa stupenda opera di architettonica fu fatta cavare nel 1653, da P. Giuseppe di Fontanarosa, una cisterna. In fondo, dalla parte di mezzogiorno, vi è la chiesa, semplice e solenne, sorta sotto l’invocazione della Madonna degli Angeli, ha subito varie vicende, trasformazioni e rinnovamenti fino al 1724, anno in cui mutò il suo titolo in quello di SS.ma Annunziata e, grazie al pennello del maestro Castellano e ad alcuni discepoli della scuola salernitana, fu decorata con quadri ornati di cornici dorate incastrate sotto il soffitto a cassettoni; conta nove altari adorni anch’essi di bei dipinti. Degni di menzione sono: S. Francesco ricevente il perdono d’Assisi e la Deposizione, su legno, a sinistra bellissimo crocifisso in legno, di valore inestimabile, che la tradizione vuole proveniente dal Castello di Avella. Dietro l’altare maggiore il capolavoro del Castellano: la Visitazione, l’Annunciazione e la visita dell’Angelo a Giuseppe. Il portico della chiesa fu affrescato nel 1765, come appare dalla data segnata nella lunetta centrale. Il convento fu costruito tutto a volta: chiostro, refettorio, corridoi e celle e fu stabilito per uno dei tre conventi della Recollezione instituita da Papa Innocenzo XI. Qui si ritiravano per un anno i religiosi, dopo il Noviziato e la prima professione, come in un secondo noviziato, per attendere alla preghiera e alla meditazione, prima di avviarsi al corso filosofico.