Convento Francescano di San Giovanni In Palco

Il Convento di San Giovanni in Palco di Taurano, insieme al convento di Sant’Angelo in palco, a quello di San Francesco di Nola e ad altri edifici religiosi, testimonia lo stretto legame che la famiglia Orsini intrecciò con l’ordine francescano. Il convento di Taurano, fondato dal conte Niccolò Orsini tra il 1383 ed il 1396, fu donato ai padri conventuali. Nel 1517, in seguito alla divisione che si venne a determinare tra osservanti e conventuali, sancita da papa Leone X (Bolla Ite Vos), il convento passò nelle mani degli osservanti che lo conservarono fino al 1602 anno in cui, per interessamento del marchese di Lauro, don Scipione Pignatelli, fu assegnato ai riformati. La struttura originaria del convento fu radicalmente trasformata tra il XVII e XVIII secolo. Oltre alle tavole attribuite al misterioso Maestro dell’Ascensione Piccolomini, di fine XV secolo rimane un affresco sulla parete sinistra del pronao raffigurante sant’Antonio da Padova legato alla pittura di Angiolillo Arcuccio. Le decorazioni del chiostro e l’Ultima cena affrescata nella parete di fondo del piccolo refettorio risalgono, invece, al XVII secolo.L’edificio conventuale, a pianta rinascimentale quadrata, è tutto distribuito intorno al chiostro, coperto a porticato e composto da una successione di arcate a tutto sesto poggiate su robusti pilastri ottogonali, con un’artistica vasca al centro. Tutte le campate, coperte da volte a crociera, hanno il muro perimetrale decorato da una serie di affreschi seicenteschi di autore ignoto, raffiguranti memorie di storie francescane. Altri tre corpi: cucina, sala per sponsali il noviziato, sono stati aggiunti perpendicolarmente al nucleo centrale. La chiesa occupa una delle quattro ali. Un portale di tufo ad arco a sesto ribassato introduce al pronao della chiesa. Sulla parete sinistra vi sono quattro affreschi raffiguranti Il miracolo dell’Ostia, San Francesco e il Cristo, San Giovanni da Capestrano e Sant’Antonio Da Padova attribuito da Angiolillo Arcuccio. Due lapidi, del 1929 e del 1949, ricordano i lavori effettuati. Attraverso un maestoso portale in piperno si accede alla chiesa, a unica navata, scandita da dieci piccole cappelle laterali e conclusa dal coro, coperto da una volta a botte lunettata. Il pavimento maiolicato, realizzato nel 1830, presenta al centro uno stemma con simboli francescani. Posto al centro dell’abside, si erge uno splendido altare ligneo, in ciliegio e noce, eseguito intorno al 1650 da Frate Giuseppe da Soleto. È composto da quattro parti: la mensa in noce, con pannelli raffiguranti: l’Ultima Cena, l’Immacolata, San Francesco, San Pasquale e Sant’Antonio da Padova, realizzata dal fratello laico F. Mario Artena nel 1924, in sostituzione della precedente in muratura; la fascia mediana istoriata con motivi zoomorfi e fitoformi; il tabernacolo, posto al centro della fascia; il tronetto composto da quattro ordini con balaustre e colonnine.