Museo Antiquarium di Avella

L’Antiquarium di Avella, inaugurato nel 1996, espone numerose testimonianze archeologiche del territorio, dalla preistoria all’età romana, della bassa Irpinia e della Valle del Clanis e in parti colare della città di Avella. Il percorso di visita si sviluppa attraverso quattro sale espositive, allestite secondo un criterio cronologico e tematico. Nella prima sala sono esposti i reperti più significati vi provenienti dai siti pre e protostorici della Valle del Clanis; i pannelli didatti ci illustrano la geomorfologia del territorio avellano e la distribuzione delle emergenze archeologiche note nell’insediamento dell’antica Abella. La seconda sala è dedicata alle necropoli di Abella; l’esposizione prevede una selezione dei corredi funerari rinvenuti nelle necropoli individuate nelle località San Nazzaro e San Paolino. Nella medesima sala è possibile inoltre vedere due importanti iscrizioni in alfabeto osco datate tra la seconda metà del II sec. e 90 a.C. . In entrambe viene menzionato Maio Vesti rikio, il magistrato citato nel famoso Cippo abellano, protagonista della vita pubblica di Avella, che realizza edifici pubblici e delimita spazi territoriali con l’apposizione di termini. La terza sala è divisa in due settori: nel primo è esposta un’eccezionale sepoltura di età arcaica caratterizzata dalla presenza di ceramiche di produzione locale, etrusca e greca. Nel secondo settore sono esposti invece i materiali provenienti da due aree sacre extraurbane, individuate in località Seminario e in località Campo chiaro, e che documentano l’esistenza sul territorio di culti legati alla sfera della fecondità (statuette di kourotrophoi) e della sanati o (ex-voto anatomici) e di culti di divinità italiche tra cui quello di Ercole.