Museo Civico di Summonte

Il Museo Civico di Summonte, istituito nel 2008, è collocato all’interno del Complesso Castellare risalente ad epoca medievale. Tutta l’area castellare è stata in anni recenti oggetto di riqualificazioni che hanno consentito di ricostituire parte dell’antica cinta muraria normanno-sveva e l’antica Torre di avvistamento di epoca angioina, costituita da cinque livelli: la cisterna utilizzata per la raccolta dell’acqua piovana; il piano soprastante, ad essa collegato mediante un pozzo, desti nato alla conservazione delle provviste; il piano secondo che presenta come finestra una sorta di monofora; il piano terzo, con sei monofore, ed infine la terrazza. All’interno della Torre sono esposti alcuni dei reperti archeologici rinvenuti nel corso delle indagini archeologiche condotte presso l’area dalla competente Soprintendenza tra il 1994 e il 2005. I materiali testimoniano una frequentazione ininterrotta del sito dall’età medievale all’età moderna. Tra le ceramiche si trovano due interessanti esemplari di lucerne a vaschetta in invetriata verde risalenti al XIIIXIV secolo, accanto a ceramiche di impasto grezzo prevalentemente desti nate alla cottura e alla preparazione dei cibi, tra cui una brocca con decorazione ad onda incisa sulla pancia e sul collo (XII secolo). La frequentazione del sito ancora in età moderna è testimoniata da un frammento di piatto in ceramica graffita, risalente al XVI secolo, e da alcune brocche in maiolica sia monocroma bianca sia policroma, del XVII secolo. Infine, sono esposti alcuni materiali rinvenuti presso una piccola chiesa dedicata a San Vito, di pertinenza del castello e di cui tuttavia oggi non vi sono più tracce. Tra i reperti vi sono alcune fibbie in ferro e in bronzo, un gancio e una serie vaghi in osso. Nelle sale del cosiddetto “corpo di guardia” è inoltre allestita la sezione denominata “Submonti s Medievalia” costituita da alcune riproduzioni di armamenti generalmente utilizzati dalle guarnigioni militari tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. In parti colare si trovano alcuni arnesi legati ai momenti trascorsi dai soldati durante i turni di guardia, dal gioco della “tria” alle armi necessarie per la difesa del fortilizio, come coltelli da guerra e falcioni, alabarde, celate da fante, testi era da cavallo e spadoni. Interessante è la ricostruzione di un fante con un farsetto di panno e seta, un paio di calze brache di panno rosso, scarpe alte sino alla caviglia e nelle mani un pugnale ed un roncone.